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27/10/2025La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce un pacchetto organico di riforme che rafforza in modo significativo il ruolo della previdenza complementare nel sistema pensionistico italiano. L’obiettivo è duplice: aumentare l’adesione ai fondi pensione e rendere più flessibile l’utilizzo del capitale accumulato, offrendo maggiori tutele ai lavoratori.
Le misure entreranno in gran parte in vigore dal 1° luglio 2026.
1) Adesione automatica ai fondi pensione
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’introduzione dell’adesione automatica per i lavoratori dipendenti del settore privato al momento dell’assunzione.
Dal 1° luglio 2026:
- il TFR maturando confluirà automaticamente nel fondo pensione di categoria;
- verranno versati anche i contributi del lavoratore e del datore di lavoro, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.
Resta comunque la possibilità per il lavoratore di rifiutare l’adesione entro 60 giorni, scegliendo soluzioni alternative, come il mantenimento del TFR in azienda o la destinazione a un fondo diverso. Questa misura punta a superare l’inerzia decisionale e ad aumentare la platea degli iscritti.
2) Aumento della deducibilità fiscale: fino a 5.300 euro
La soglia di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione viene innalzata da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.
Si tratta di un incentivo importante per:
- favorire una maggiore contribuzione volontaria;
- rendere più conveniente fiscalmente la previdenza complementare, soprattutto per i lavoratori con redditi medio-alti.
3) Più flessibilità al pensionamento: nuovo equilibrio tra capitale e rendita
Cambiano le regole per la fase di erogazione delle prestazioni. Con la nuova normativa sarà possibile richiedere:
- fino al 60% del montante in capitale, rispetto al precedente limite del 50%;
- il restante 40% in rendita.
Inoltre, vengono introdotte nuove modalità di decumulo frazionato, che permettono di ricevere il capitale in rate periodiche, con una maggiore tutela per gli eredi: in caso di decesso, il capitale residuo non viene perso, ma trasferito agli aventi diritto.
4) Portabilità del contributo datoriale
Dal 1° luglio 2026 viene introdotto un principio di maggiore libertà di scelta del fondo pensione: il contributo versato dal datore di lavoro potrà seguire il lavoratore anche nel caso di adesione a fondi aperti o PIP, non solo ai fondi negoziali di categoria.
Questa innovazione favorisce:
- maggiore concorrenza tra fondi;
- possibilità per i lavoratori di scegliere soluzioni con costi più bassi e linee di investimento più efficienti.
5) Investimenti più orientati all’economia reale
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulle strategie di investimento dei fondi pensione, ampliando la possibilità di investire in:
- infrastrutture,
- energia,
- sanità,
- telecomunicazioni,
- ambiente,
- turismo e cultura.
L’obiettivo è sostenere lo sviluppo economico nazionale mantenendo elevati livelli di tutela e prudenza finanziaria.
Conclusioni
La riforma della previdenza complementare contenuta nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta uno dei più importanti interventi degli ultimi anni sul sistema pensionistico italiano. Le novità – adesione automatica, maggiori vantaggi fiscali, più flessibilità in uscita e portabilità del contributo datoriale – puntano a rafforzare la cultura del risparmio previdenziale e ad aumentare il livello di protezione futura dei lavoratori.
Nel medio-lungo periodo, queste misure potrebbero contribuire in modo decisivo a ridurre il gap tra ultimo stipendio e pensione pubblica, migliorando la sostenibilità complessiva del sistema.
Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 rendono la previdenza complementare più vantaggiosa, flessibile e conveniente.
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